L'Alveare: a Canzian l'assessorato regionale al Lavoro
Ascoli - «La politica cittadina è
arrivata ad un a svolta importante. Finita la campagna elettorale per il
rinnovo del Consiglio Regionale, è il momento di abbassare i toni, di
abbattere ognuno i propri steccati per avviare una nuova fase politica
per la città di Ascoli.
Occorre trovare una soluzioni per molti problemi che attanagliano la
nostra città e il nostro territorio.
Non possiamo esimerci però, dal fare una breve analisi del responso
delle urne.
Mai come oggi con queste elezioni, i nostri concittadini hanno dato
segnali chiari e forti al mondo politico, in particolare regionale.
Nonostante un generale forte astensionismo, la città si è mobilitata al
voto eleggendo, cosa più unica che rara, ben 4 consiglieri regionali, 2
di maggioranza e 2 di minoranza.
Il partito Democratico è diventato il primo partito cittadino
nonostante forti turbolenze lo sconquassino da qualche tempo.
Questi a nostro avviso sono dati estremamente significativi perché
possono garantire una forte rappresentanza politica, che messa bene a
frutto può dare importanti risultati per il nostro territorio.
L’Alveare in fase di campagna elettorale ha preso importanti e chiari
impegni, reciprocamente condivisi, con il Presidente Gianmario Spacca,
affinché a questo territorio, attanagliato già da alcuni anni, oltre che
da una crisi economica internazionale contingente, da una crisi
strutturale che deve far ripensare un nuovo modello industriale ed
economico, fossero messi a disposizioni strumenti idonei per affrontare
le difficoltà e ripensare un futuro di sviluppo.
Ci pare ovvio che quanto detto passi anche attraverso un forte
riconoscimento politico per quanto espresso da questo territorio alle
ultime elezioni regionali.
In questa direzione non possono essere trascurati i risultati
personali, in termini di preferenze, di alcuni candidati cittadini, in
primis quella di Antonio Canzian, che con quasi 7 mila preferenze è
stato il 5° candidato maggiormente votato in tutta la regione Marche, al
quale va ormai riconosciuto un ruolo di primo piano nel panorama
politico cittadino e auspichiamo anche un ruolo forte nella futura
Giunta Regionale, magari con un assessorato al Lavoro, che sarebbe il
giusto riconoscimento per tanti nostri concittadini che si sono spesi
con impegno e serietà per il bene del nostro territorio.
Naturalmente rivolgiamo in nostri auguri di buon lavoro a tutti i
candidati cittadini eletti nel consesso regionale auspicando un forte
impegno e piena collaborazione con tutte le istituzioni al di là dei
singoli schieramenti di appartenenza».
Ecco cosa abbiamo chiesto a Spacca pochi giorni prima della sua rielezione
In un passaggio delicato quale quello attuale, sia
a livello nazionale sia a livello locale, mentre i temi “puri” della campagna
elettorale passano sotto silenzio, L’Alveare, fedele al suo impegno verso i
cittadini che lo compongono e verso i cittadini che lo hanno sostenuto,
condividendo uno stile ed una linea di impegno esclusivamente nell’interesse
della città, non poteva accantonare il suo potenziale di passione per la
comunità e di passione politica nel profilo che gli appartiene cioè quello di
un servizio alla comunità cittadina.
Avvertiamo tutta la gravità del momento e parimenti
denunciamo tutta la leggerezza e la marginalità con cui temi di fondo e
decisivi per progettare il presente ed il futuro della nostra comunità locale
sono affrontati.
Abbiamo bisogno di istituzioni attente allo sviluppo
locale e di una classe politica in grado di mettersi a servizio della stessa,
amministrando con senso comune, con partecipazione e con condivisione.
Da qui nasce il nostro appello e la risposta del
Presidente Spacca per servizi sociali efficienti, scelte coraggiose per il
futuro, una piattaforma culturale condivisa come quadro per sostenere non solo
la qualità della vita ma anche la qualità della speranza! Abbiamo bisogno di
sottolineare ancora la sofferenza per lo smantellamento del tessuto industriale
tradizionale, della emorragia di posti di lavoro con il rischio che si
impoveriscano anche le aspettative di tutte le generazioni, la difficoltà delle
famiglie, la precarietà che rischia di invadere ogni età. La politica deve
saper ridare senso e fiducia nell’impegno per il bene di tutti. Tornare ad
essere una classe e non un ceto che mantiene se stesso, che torni a
confrontarsi, dopo la richiesta di consenso, che decida non sui sondaggi e
sulla scia del consenso ma sulla scorta di scelte opportune, condivise,
coraggiose.
Domenica 10 Terzo e Ultimo appuntamento con le Parole Negate
Prosegue con l'ultimo appuntamento l'iniziativa a cura de L'Alverare Le Parole Negate. Dopo aver parlato di libertà e donna, vi presentiamo il terzo appuntamento: “I nuovi mostri: come si creano e a cosa servono”
Le
società civili e democratiche sono da sempre società multietniche e
multiculturali. L’apertura al diverso – per colore della pelle,
religione, inclinazioni sessuali, ecc – è considerata apertura
all’altro, a un fonte preziosa di confronto e arricchimento. Ma nelle
società anche soltanto larvatamente antidemocratiche il diverso diventa
mezzo di propaganda dell’azione politica. Il diverso (extracomunitario,
musulmano, omosessuale…) smette di essere un termine di paragone e si
trasforma in un capro espiatorio che serve a distrarre l’opinione
pubblica e a trovare una facile valvola di sfogo alla rabbia e
all’insoddisfazione della gente. Così i telegiornali si riempiono di
episodi di violenza, razzismo e xenofobia mentre l’Italia applica una
politica di respingimenti i cui effetti disumani vengono spesso taciuti
dall’informazione ufficiale. Il terzo atelier è una serata di arte e
informazione per riscoprire insieme la bellezza della diversità e
smascherare le tecniche con cui a livello mediatico si trasforma
l’altro in diverso, il diverso in nemico e il nemico in un mostro che è
lecito odiare e distruggere.
Mafia: Don Ciotti, dobbiamo unire ciò che essa divide
Firenze, 10 dic - ''Dobbiamo unire cio' che la
mafia divide. Occorre restituire fiducia attraverso i
diritti: lo Stato deve creare le condizioni, come diceva
Carlo Alberto Dalla Chiesa, per dare come un diritto, cio'
che le mafie danno come favore''. Lo ha detto don Luigi
Ciotti, fondatore di Libera, nel suo intervento al Meeting
dei diritti umani organizzato dalla Regione Toscana al
Mandela Forum di Firenze.
''Le mafie si alimentano di disuguaglianze, delle paure, dei
vuoti istituzionali, della burocrazia, dell'ignoranza - ha
poi aggiunto don Ciotti -: allora noi dobbiamo rispondere
con politiche sociali capaci di restituire alle persone la
facolta' di scegliere. Noi abbiamo bisogno di verita',
perche' le mafie tolgono le verita', intimidiscono,
screditano, infangano la memoria: il 70% delle famiglie non
ha le verita' sui morti di mafia. Uno dei compiti piu'
importanti di chi si oppone alle mafie e' portare alla luce
la verita'''. Ciotti ha poi citato una frase del fondatore
del pool antimafia: ''Il giudice Antonino Caponnetto - ha
ricordato - diceva: 'La mafia teme piu' la scuola che la
giustizia'''.
Al Meeting e' intervenuto anche il procuratore nazionale
antimafia Piero Grasso che e' rimasto colpito dagli 8 mila
ragazzi intervenuti al Mandela Forum. ''Quando sono entrato
- ha detto - ho avuto un'emozione fortissima. Ho visto
questi ragazzi, che sono i cittadini del domani, speriamo la
nuova classe dirigente e in cui riponiamo tante speranze. E
eccezionale e' anche il tema scelto: la riconciliazione''